La Cappella

Foto: Iván Jaksity, 2016

Il centro liturgico della vita sacerdotale è la cappella, rinnovata in occasione del trentesimo anniversario della fondazione dell’Istituto nel 1958, anno in cui venne affrescata da Péter Prokop.L’inaugurazione solenne ebbe luogo con la consacrazione dell’altare in marmo – ora non più al suo posto – il 4 dicembre 1958. La cappella aveva a quel tempo ancora due altari, oggi dispone di un altare rivolto verso i fedeli. Colui che vi entra, e conosce la storia del palazzo tra il 1948 e il 1964, e gli vengono in mente gli avvenimenti accaduti nell’autunno del 1956, e dopo, in Ungheria, non può non accorgersi di evidenti parallelismi. Prima del 1958 una delle pareti della cappella era decorata con l’immagine della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, la cui festa coincideva con la data del decreto di fondazione. Dal 1958 sull’altare maggiore venne posta una Crocifissione e il titolo della cappella cambiò, assumendo quello dell’Esaltazione della Santa Croce. Sulla parete laterale sinistra il grido di dolore del salmo 137 (versetti 1-2), «Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo […] Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre», e i santi ungheresi, le chiese ungheresi stilizzate, la Sacra Corona e lo stemma ungherese che compare nell’angolo, come presenza discreta e nondimeno decisa, a chi si ferma a pregare nella cappella ricordano certamente l’Ungheria. Il tema centrale della parete laterale è l’Annunciazione, nella quale si manifesta la speranza cristiana, sollecitando colui che entra ad avere fiducia in Dio misericordioso. Allo stesso, identico modo si percepisce nondimeno anche la vicinanza di Roma, poiché protagonista della parete laterale destra è la figura di San Pietro apostolo e alle sue spalle si intravede la silhouette della cupola della non lontana basilica. Davanti alle chiese e agli edifici italiani stilizzati trovano posto il coro degli apostoli, vari fondatori di ordini religiosi – perseguitati in Ungheria al tempo del comunismo – e santi esemplari anche per l’uomo dell’età moderna. Nella figura di San Giovanni Bosco, che si colloca modesta sul fondo, scopriamo i tratti del volto del pittore. Nella cappella c’è anche una via crucis, realizzata nello stesso anno: a quel che si dice, nel dipingerla Péter Prokop avrebbe ricordato i volti incontrati nel corso della sua fuga dall’Ungheria. La cappella si è arricchita di quattro vetrate raffiguranti gli evangelisti, opera di János Hajnal, nel 2002 grazie al lascito dell’arcivescovo Lajos Kada, un tempo studente dell’Istituto; si sono poi aggiunti nel 2011 un nuovo tabernacolo e nel 2012, come dono dei dipendenti, la croce d’altare e due candelabri realizzati dall’artigiano László Bolacsek. Poiché il patrocinio della cappella cade nel periodo delle vacanze scolastiche, dal 1999 la si celebra qui con solennità il 13 novembre, nel giorno dei santi e dei beati ungheresi.