Presentato a Roma dal Cardinale Erdő il Congresso Eucaristico Internazionale 2020 di Budapest

From: Márk Aurél Érszegi

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Iniziative per la famiglia, apertura ecumenica, attenzione ai rom e testimonianze delle varie realtà e sensibilità ecclesiali – saranno questi i tratti caratteristici del prossimo Congresso Eucaristico Internazionale, che sarà celebrato a Budapest tra il 13-20 settembre 2020.

“Il Congresso Eucaristico Internazionale del 2020 è un vero dono del Santo Padre al popolo ungherese” – ha affermato il Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest durante l’incontro con un gruppo di giornalisti a Roma il 21 novembre. Nel salone del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese il Primate d’Ungheria ha presentato il programma di massima e alcune specificità del 52° Congresso Eucaristico Internazionale.

Il Card. Péter Erdő all’incontro con la stampa a Roma,
in presenza dell’Ambasciatore d’Ungheria Eduard Habsburg-Lothringen

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Conto alla rovescia per il Congresso Eucaristico di Budapest

Inizia il conto alla rovescia davanti alla Basilica di S. Stefano a Budapest
Mons. Mohos, Mons. Blume nunzio apostolico, Card. Erdő, Mons. Snell (foto: IEC2020)

 

È iniziato il conto alla rovescia a Budapest, il 13 settembre, in preparazione del 52° Congresso Eucaristico Internazionale (13-20 settembre 2020). Per un anno intero un grandioso orologio digitale ricorderà ai passanti – ungheresi e turisti provenienti da ogni parte del mondo – quanti giorni e quante ore manchino ancora all’inizio dell’importante evento di fede.

Infatti, come ci tengono a spiegare gli organizzatori, il Congresso Eucaristico non è da immaginarsi come una sorta di conferenza teologica, rivolta agli esperti, ma piuttosto come un raduno mondiale dei cattolici, che ha ormai una tradizione ultracentenaria.

Intervenendo all’evento il Cardinale Péter Erdő ha spiegato che il Congresso sarà un grande incontro per “esprimere la nostra fede, la gioia e l’amore” perché, come ha detto Gesù, “chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt 10,32). Nell’Eucaristia Dio è entrato in comunione con l’uomo “e ciò significa che non siamo abbandonati nell’esistenza, ma esistono una volontà ed un piano di Dio con noi”.

Mons. Gábor Mohos, Vescovo ausiliare di Budapest e responsabile del Congresso ha ricordato che si tratterà di festeggiare la vita donataci da Dio, per festeggiare Gesù che rinnova la nostra vita e, nell’Eucaristia, alimenta questo nuova vita. “Siamo fiduciosi che il Congresso Eucaristico Internazionale non sia solamente una serie di programmi che durerà una settimana, ma che già durante i preparativi desti rinnovamento e spirito di iniziativa che si porteranno avanti anche dopo il Congresso” – ha sottolineato Mons. Mohos.

Il Congresso Eucaristico di Budapest avrà un forte connotato culturale, anticipato anche in questa occasione dall’esibizione del Gruppo Folcloristico “Hajdú” di Debrecen, sotto la guida di Zsuzsa Tiszai, e della Scuola Corale Ungherese Zoltán Kodály del maestro Ferenc Sapszon, direttore della Commissione di Musica Sacra del Congresso stesso.

Il grande orologio e l’installazione che richiama il logo del Congresso sono stati inaugurati dal Cardinale Péter Erdő, Primate d’Ungheria, da Mons. Michael August Blume nunzio apostolico di Budapest e dai vescovi ausiliari Mons. Gábor Mohos e Mons. György Snell, mentre le campane della Basilica di Santo Stefano suonavano a festa.

Allo stesso tempo è iniziata anche la registrazione on-line sul sito del Congresso: www.iec2020.hu.

Festa ungherese all’insegna dell’arte. Inaugurata la mostra “Magna Domina Hungarorum”

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Nella suggestiva cornice della “Sala Vasari” del Palazzo della Cancelleria si è svolta il 1 ottobre l’inaugurazione della mostra “Magna Domina Hungarorum,Omaggio dell’arte alla Madonna degli ungheresi”.
Inaugurazione della mostra nella Sala Vasari del Palazzo della Cancelleria (foto: Klára Várhelyi)
Promossa dall’Istituto per gli Studi Strategici Nazionali (NSKI) di Budapest, in collaborazione con l’Ambasciata d’Ungheria presso la S. Sede, l’evento gode dell’alto patronato del Presidente dell’Ungheria János Áder, nonché dei patrocini del Pontifici Consiglio della Cultura e della Pontificia Accademia Mariana Internazionale.
Mons. Fülöp Kocsis in visita alla mostra (foto: Klára Várhelyi)
Nelle sale espositive del piano terra si possono ammirare, fino al 13 ottobre, 55 opere d’arte contemporanee, realizzate per omaggiare la Vergine di Csíksomlyó (Sumuleu Ciuc, in Romania), venerata nel santuario più caro ai fedeli ungheresi.
Presenti all’inaugurazione alla Cancelleria tanti membri del corpo diplomatico accreditato presso la S. Sede, nonché rappresentanti di diverse istituzioni vaticane e romane. Erano presenti anche alcuni degli artisti espositori: János Molnár, Miklós Melocco e Péter Párkányi Raab.
P. Stefano Cecchin OFM e l’Amb. Eduard Habsburg-Lothringen
con le statue della Magna Domina Hungarorum di Judit Józsa (foto: Klára Várhelyi)
Nel suo saluto l’Ambasciatore d’Ungheria Eduard Habsburg-Lothringen ha evidenziato che ogni anno ad ottobre la comunità ungherese dell’Urbe festeggia l’anniversario della consacrazione della Cappella ungherese della Magna Domina Hungarorum in Vaticano. Quest’anno lo fa con questa mostra mariana realizzata per il V centenario della statua della Madonna di Csíksomlyó (in Transilvania), che ha interpellato il fior fiore dell’arte contemporanea ungherese.
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Il Presidente dell’Istituto per gli Studi Strategici Nazionali (NSKI) Sig. Jenő Szász (foto: Klára Várhelyi)

l Presidente dell’Istituto per gli Studi Strategici Nazionali Sig. Jenő Szász ha rievocato l’ininterrotta fedeltà del popolo ungherese a Maria da mille anni. “Nella storia, i nostri guerrieri andarono in battaglia con il nome di Maria sulle labbra per difendere i confini orientali ed i valori dell’Europa cristiana. Anche gli ungheresi di oggi danno testimonianza della loro fedeltà a Maria, di cui l’esempio più bello è l’annuale pellegrinaggio di Pentecoste a Csíksomlyó (Sumuleu Ciuc). “Ed è stato proprio lì che il Santo Padre ha confermato gli ungheresi nella fede e nella fedeltà alla tradizione dei propri avi durante il suo viaggio apostolico in Romania, il primo giugno scorso, pregando con loro e onorandola Vergine di Csíksomlyó con una Rosa d’Oro papale.

Mons. Fülöp Kocsics, metropolita greco cattolico d’Ungheria (Foto: Klára Várhelyi)
Mons. Fülöp Kocsis, metropolita della Chiesa greco cattolica ungherese ha spiegato il significato spirituale del termine ungherese usato per la Madonna. “Boldogasszony” vuol dire “Signora/Madre Beata”. Ciò richiama come in una famiglia la felicità, la beatitudine della madre sia pegno della felicità di tutti. Così tutti i cristiani possono essere beati per la loro appartenenza alla famiglia in cui la Madre di Dio è veramente beata.
P. Stefano Cecchin OFM (foto: Klára Várhelyi)
Padre Stefano Cecchin OFM, Presidente della Pontificia Accademia Mariana Internazionale nel suo intervento ha illustrato i tratti salienti del culto della Vergine in Ungheria, inserendolo nel contesto della Chiesa universale. Ha richiamato l’attenzione al fatto come la Madonna sia stata sempre presente nella spiritualità ungherese, irradiata anche agli altri paesi dell’Europa Centrale. Basta pensare, ha chiosato, che la stessa Madonna di Czestochowa ha “origini ungheresi”, in quanto il santuario è stato fondato dai frati dell’Ordine di S. Paolo Primo Eremita (OSPPE) giunti dall’Ungheria. Ha infine esortato gli ungheresi ad essere attivi anche nel mondo di oggi nell’evangelizzazione dell’Europa.
Il coro dei seminaristi greco cattolici ungheresi alla cerimonia (foto: Klára Várhelyi)
Il Coro S. Damiano del Seminario Greco Cattolico di Nyíregyháza (Ungheria) ha intonato nel corso della cerimonia diversi canti sacri, concludendo con il cosiddetto antico inno ungherese, dedicato proprio alla Boldogasszony (“Beata Signora nostra Madre”).
(foto: Klára Várhelyi)
Al termine dell’’Udienza Generale del 2 ottobre Jenő Szász, Presidente dell’Istituto promotore della mostra, ha potuto incontrare Papa Francesco in Piazza San Pietro, omaggiandolo con una statua in ceramica della Magna Domina Hungarorum, quale segno di gratitudine per l’attenzione del Santo Padre verso gli ungheresi.
Papa Francesco riceve la statua della Magna Domina Hungarorum dal Sig. Jenő Szász (foto: Vatican Media)

Un dipinto di Kisléghi Nagy in Vaticano

Il Maestro Ádám Kisléghi Nagy, membro onorario ungherese della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon ha presentato oggi in Vaticano un suo dipinto, destinato alla collezione dell’Accademia, come da tradizione presso i membri dell’illustre sodalizio.

Il Maestro Kisléghi ha spiegato di aver scelto il soggetto della crocifissione e del pane e del vino quale simbolo eucaristico: il sacrificio di Cristo si rinnova nella S. Messa sull’altare. Lo ha voluto destinare alla Pontificia Accademia anche in vista del congresso Eucaristico Internazionale che si celebrerà il prossimo anno a Budapest.

L’Arch. Pio Baldi, Presidente dell’Accademia ha accolto con gioia il dipinto che entrerà a far parte della famosa collezione vaticana. All’incontro sono intervenuti Mons. Gergely Kovács e Mons. Stefano Sanchirico da parte del Pontificio Consiglio della Cultura, nonché il Rev. Norbert Németh Rettore del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese e l’Ambasciatore d’Ungheria presso la S. Sede Eduard Habsburg-Lothringen.

“La sua santità nobilita e commuove la Chiesa universale” – Omelia del Card. Angelo Amato sul Cardinale Mindszenty

Con una Messa solenne, il 9 maggio 2019, nella Basilica di S. Stefano Rotondo, è stato commemorato il 44° anniversario della morte del Venerabile Cardinale József Mindszenty. A presiedere il rito il Cardinale Angelo Amato, Prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi, accompagnato da diversi sacerdoti ungheresi e di altre nazioni.

Hanno preso parte alla celebrazione diversi membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la S. Sede, nonché l’Ambasciatore d’Ungheria in Italia Ádám Zoltán Kovács. Presenti i pellegrini provenienti dall’Ungheria, che il giorno prima hanno sono stati ricevuti da Papa Francesco. Tra i pellegrini anche un parente di Mindszenty, il Sig. Imre Fukszberger, sindaco del paese natale dell’eroico Primate d’Ungheria, nonché la Sig.ra Etelka Romanek, sindaca di Esztergom, sede primaziale ungherese e luogo della sepoltura del Card. Mindszenty. I bambini orfani del “Piccolo Coro di S. Francesco” hanno animato la liturgia, trasmessa dal vivo da Radio Maria Ungheria.
Pubblichiamo il testo dell’omelia del Cardinale Angelo Amato.
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1. Siamo nel tempo pasquale, durante il quale la Chiesa celebra con gioia il mistero della risurrezione di Gesù, salvatore del mondo. Lo stupore dei primi discepoli continua ancora oggi a risplendere sul volto dei fedeli del mondo intero, confortati e fortificati dalla presenza del Signore risorto e dalle sue parole di verità e di vita.
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Comunicato del Cardinale Péter Erdő, Primate d’Ungheria

Abbiamo il piacere di inoltrarvi il testo del comunicato emesso oggi dal Cardinale Péter Erdő, Primate d’Ungheria, in seguito al decreto pontificio sul riconoscimento delle virtù eroiche del Venerabile Servo di Dio Cardinale József Mindszenty.

Il Cardinale Erdő oggi pomeriggio alle 15.00 ha guidato un breve momento di preghiera e di ringraziamento nella Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio, già chiesa titolare del Cardinale Mindszenty (v. foto).

La notizia del decreto del Santo Padre è stata data dal Presidente della Fondazione Mindszenty Michael Habsburg-Lothringen durante i lavori del convegno “Settant’anni fa il processo Mindszenty. Destino dei Pastori nell’Europa Centro-orientale” organizzato oggi dalla medesima Fondazione e dall’Assemblea Nazionale ungherese, nel palazzo del Parlamento di Budapest. L’aula gremita di dignitari e personaggi del mondo ecclesiale e della cultura ungherese ha accolto l’annuncio con un commosso applauso.

Comunicato della Conferenza Episcopale Ungherese

Comunicato della Conferenza Episcopale Ungherese sulla visita del Papa in Romania

 

I membri della Conferenza Episcopale Ungherese hanno accolto con gioia l’invito dei vescovi della Transilvania per la visita del Santo Padre, Papa Francesco. È con grato animo che accettiamo l’invito.

Incoraggiamo i fedeli dell’Ungheria e tutte le persone di buona volontà a salutare insieme il Santo Padre al Santuario della Vergine Maria di Csíksomlyó, una terra anche a noi cara, che vedrà per la prima volta nella storia la visita del Successore di Pietro.

Preghiamo insieme al Santo Padre a Csíksomlyó il 1 giugno, nel giorno che quest’anno è stato pure dichiarato festa patronale. Invochiamo su tutti noi l’intercessione della Vergine Maria Ausiliatrice.

Budapest, 28 gennaio 2019

La Conferenza Episcopale Ungherese

Un volume racconta la storia del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese

Il Cardinale Péter Erdő – Arcivescovo di Esztergom-Budapest e Primate d’Ungheria – ha presentato, lo scorso 15 novembre, il volume sul Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese in Urbe, curato dal rettore dello stesso Monsignor Tamás Tóth.

L’Istituto è situato a Roma presso Palazzo Falconieri, in Via Giulia, dove ha sede anche l’Accademia d’Ungheria. Vi sono ospitati i sacedoti magiari che perfezionano i propri studi a Roma.

Nel suo intervento il Cardinale Erdő – che ha alloggiato negli anni ’70 presso il Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese in Urbe – ha ricordato come questo istituto sia stato – ache durante il regime comunista – un vero e proprio baluardo della presenza della Chiesa ungherese nella Città Eterna. L’istituto ha anche accolto numerosi profughi ungheresi dopo la repressione sovietica del 1956.

“Studiare a Roma – ha spiegato il Primate d’Ungheria – significa un’apertura unica verso la cultura internazionale e un’opportunità singolare di costruire dei rapporti con i professori e studenti di tutto il mondo”.

Il volume, edito in italiano e ungherese, raccoglie numerosi documenti e fotografie finora mai pubblicate.

In occasione del 75/mo anniversario della fondazione del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese in Urbe, Papa Francesco ha scritto una lettera al Cardinale Erdo auspicando che l’Istituto possa sostenere “anche nel futuro, nel miglior modo possibile, tanto il progresso intellettuale e spirituale di tutti i sacerdoti ungheresi e degli allievi che vi risiedono quanto la loro più stretta comunione con la Chiesa Cattolica e il Romano Pontefice”.

ACI Stampa

Pubblicato in 2017

Riapertura di una Chiesa danneggiata dal sisma del 2016

Tolentino. Apertura chiesa del Sacro Cuore Vespri Pontificali in rito antico

Sabato 9 dicembre 2017. Primi Vespri Pontificali al faldistorio della Festa della Traslazione della Santa Casa di Loreto per la riapertura della Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino (detta dei “sacconi”) riportata all’antico splendore grazie al generoso contributo del Governo Ungherese rappresentato dall’On.Zoltán Balog, Ministro per le Risorse Umane, e dall’ On. Miklós Soltész, Sottosegretario ai Rapporti con le Chiese.

Hanno preso parte al solenne rito S.E. Arciduca Eduard Habsburg-Lothringen, Ambasciatore di Ungheria presso la Santa Sede e di S.E. Dott. Ádám Zoltán Kovács, Ambasciatore di Ungheria in Italia.

I Vespri Pontificali sono stati officiati da S.E.R. Mons. Giuseppe Sciacca, Vescovo titolare di Fondi, Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, alla presenza delle LL.EE. Rev.me Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, e di Mons. Lajos Varga, Vescovo ausiliare di Vác.

Hanno presenziato inoltre Mons. László Németh, Presidente della Fondazione di Santo Stefano, Coordinatore nazionale degli ungheresi in Italia, Mons. Tamás Tóth, Rettore del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese (Roma), Rappresentanti delle Confraternite locali e nazionali del Coordinamento Nazionale “Summorum Pontificum” e di Juventutem Internationalis. Diversi gli Ecclesiastici venuti da diverse parti d’Italia particolarmente graditi alcuni Monaci benedettini di Norcia a cui il priore della confraternita ha rivolto un particolare e commosso saluto.

Fonte

Foto: PMI

Pubblicato in 2017

L’incoraggiamento del Papa ai vescovi ungheresi, in visita ad Limina

La ricchezza identitaria dei Paesi del Vecchio Continente, così come la questione dell’integrazione e dei cristiani perseguitati: sono stati questi alcuni dei temi al centro dell’incontro odierno tra Papa Francesco e i presuli della Conferenza episcopale di Ungheria, in visita “ad Limina Apostolorum”. Prima dell’udienza, il Pontefice ha benedetto la Croce del prossimo Congresso Eucaristico Internazionale, che avrà luogo a Budapest tra il 13 e il 20 settembre 2020. Il cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest, ha raccontato i particolari della visita al microfono di Agnes Gedo della redazione ungherese.

R. – È stato un incontro impressionante, come una visita nella casa paterna. Tutti noi siamo stati incoraggiati e accolti con tanta tenerezza. All’inizio, presentando questa croce, abbiamo raccontato al Santo Padre come, prima di ogni congresso eucaristico internazionale anche da noi ci sarà un simbolo che sarà portato in giro per tutto il Paese per iniziare una missione, una nuova evangelizzazione, come preparazione pastorale del congresso eucaristico. E questa croce di tre metri contiene anche le reliquie dei santi ungheresi, martiri soprattutto. Abbiamo ringraziato il Santo Padre anche per il decreto di beatificazione di Janus Brenner.

D. – L’ultima visita ad limina risale al 2008. In questi nove anni, il mondo è un po’ cambiato. Quali sono le sfide di oggi per la Chiesa e per la società ungherese?

R. – Direi che ci sono nuove opportunità; direi che la nostra presenza in campo educativo e scolastico si è allargata. Adesso circa l’11 percento delle scuole è sotto la gestione della chiesa cattolica in Ungheria. Il finanziamento statale di queste scuole è assicurato, quindi c’è un’uguaglianza rispetto agli altri settori. Esiste anche una grande possibilità di insegnare la religione nelle scuole pubbliche e lì ci troviamo di fronte ad una situazione missionaria: è una possibilità di avvicinamento di offerta pastorale, di presa di contatto con le famiglie per iniziare un cammino verso la fede, verso la comunità cattolica.

D. – Quali gioie, speranze o difficoltà avete affidato al Santo Padre? Come è stato il suo incoraggiamento?

R. – Abbiamo raccontato naturalmente anche di problemi , come quello demografico. L’Ungheria è un Paese invecchiato e siccome il livello dei salari è molto basso, di conseguenza molti giovani vanno a lavorare in Occidente. Inoltre, abbiamo naturalmente anche altri problemi e sfide come per esempio l’integrazione  nella società di diversi gruppi che vivono nella periferia. Ci sono zingari, rom, che costituiscono più dell’otto percento della popolazione. Per loro ci sono già delle strutture pastorali, ci sono centri di formazione di responsabili laici zingari che lavorano quindi nelle loro comunità; poi abbiamo anche la traduzione completa della Bibbia, Antico e Nuovo Testamento in lingua lovari, che abbiamo consegnato al Santo Padre. Gli abbiamo anche chiesto cosa pensasse della traduzione delle Santa Messa. Ci ha incoraggiati con grande gioia e ci ha detto: “Dovete procedere. Questa è la via giusta”. Un’altra questione era quella sociale: il sostegno ai senzatetto, agli handicappati, i centri di coppie, di persone, in crisi. Abbiamo parlato anche delle nostre esperienze con le chiese cristiane perseguitate, perché in Ungheria arrivano non tanto profughi cristiani, ma i patriarchi e vescovi orientali del Medio Orientali o vescovi della Nigeria, che raccontano in modo molto concreto la situazione dei cristiani del loro Paese. Cerchiamo anche di aiutare. Finora abbiamo organizzato due collette nazionali per tutte le chiese: una per una scuola costruita per i profughi nella città di Erbil, in Nord Iraq e un’altra per la ricostruzione di un villaggio cristiano sempre in Iraq. Inoltre,  insieme all’episcopato ceco, polacco, croato e slovacco stiamo portando avanti una terza colletta per raccogliere del denaro per la Caritas Libano. La Caritas libanese sostiene dei campi in Libano per i profughi, cristiani e non cristiani, provenienti dalla Siria, dall’Iraq e altri Paesi.

Radio Vaticana

Pubblicato in 2017