“La sua santità nobilita e commuove la Chiesa universale” – Omelia del Card. Angelo Amato sul Cardinale Mindszenty

Con una Messa solenne, il 9 maggio 2019, nella Basilica di S. Stefano Rotondo, è stato commemorato il 44° anniversario della morte del Venerabile Cardinale József Mindszenty. A presiedere il rito il Cardinale Angelo Amato, Prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi, accompagnato da diversi sacerdoti ungheresi e di altre nazioni.

Hanno preso parte alla celebrazione diversi membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la S. Sede, nonché l’Ambasciatore d’Ungheria in Italia Ádám Zoltán Kovács. Presenti i pellegrini provenienti dall’Ungheria, che il giorno prima hanno sono stati ricevuti da Papa Francesco. Tra i pellegrini anche un parente di Mindszenty, il Sig. Imre Fukszberger, sindaco del paese natale dell’eroico Primate d’Ungheria, nonché la Sig.ra Etelka Romanek, sindaca di Esztergom, sede primaziale ungherese e luogo della sepoltura del Card. Mindszenty. I bambini orfani del “Piccolo Coro di S. Francesco” hanno animato la liturgia, trasmessa dal vivo da Radio Maria Ungheria.
Pubblichiamo il testo dell’omelia del Cardinale Angelo Amato.
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1. Siamo nel tempo pasquale, durante il quale la Chiesa celebra con gioia il mistero della risurrezione di Gesù, salvatore del mondo. Lo stupore dei primi discepoli continua ancora oggi a risplendere sul volto dei fedeli del mondo intero, confortati e fortificati dalla presenza del Signore risorto e dalle sue parole di verità e di vita.
http://ungheriasantasede.blogspot.com/

Comunicato del Cardinale Péter Erdő, Primate d’Ungheria

Abbiamo il piacere di inoltrarvi il testo del comunicato emesso oggi dal Cardinale Péter Erdő, Primate d’Ungheria, in seguito al decreto pontificio sul riconoscimento delle virtù eroiche del Venerabile Servo di Dio Cardinale József Mindszenty.

Il Cardinale Erdő oggi pomeriggio alle 15.00 ha guidato un breve momento di preghiera e di ringraziamento nella Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio, già chiesa titolare del Cardinale Mindszenty (v. foto).

La notizia del decreto del Santo Padre è stata data dal Presidente della Fondazione Mindszenty Michael Habsburg-Lothringen durante i lavori del convegno “Settant’anni fa il processo Mindszenty. Destino dei Pastori nell’Europa Centro-orientale” organizzato oggi dalla medesima Fondazione e dall’Assemblea Nazionale ungherese, nel palazzo del Parlamento di Budapest. L’aula gremita di dignitari e personaggi del mondo ecclesiale e della cultura ungherese ha accolto l’annuncio con un commosso applauso.

Comunicato della Conferenza Episcopale Ungherese

Comunicato della Conferenza Episcopale Ungherese sulla visita del Papa in Romania

 

I membri della Conferenza Episcopale Ungherese hanno accolto con gioia l’invito dei vescovi della Transilvania per la visita del Santo Padre, Papa Francesco. È con grato animo che accettiamo l’invito.

Incoraggiamo i fedeli dell’Ungheria e tutte le persone di buona volontà a salutare insieme il Santo Padre al Santuario della Vergine Maria di Csíksomlyó, una terra anche a noi cara, che vedrà per la prima volta nella storia la visita del Successore di Pietro.

Preghiamo insieme al Santo Padre a Csíksomlyó il 1 giugno, nel giorno che quest’anno è stato pure dichiarato festa patronale. Invochiamo su tutti noi l’intercessione della Vergine Maria Ausiliatrice.

Budapest, 28 gennaio 2019

La Conferenza Episcopale Ungherese

PRESENTAZIONE DEL LIBRO/ ANTAL MOLNÁR – TAMÁS TÓTH: IL PALAZZO FALCONIERI DI ROMA

Intervengono: Cardinale Erdő Péter, Farbaky Péter, Szörényi László. Moderatore: Soóky Andrea

Con traduzione simultanea

PRESENTAZIONE DEL LIBRO/
ANTAL MOLNÁR – TAMÁS TÓTH: IL PALAZZO FALCONIERI DI ROMA

Intervengono:
Cardinale Erdő Péter, Primate d’Ungheria, Arcivescovo di Esztergom-Budapest
Farbaky Péter storico dell’arte, Direttore generale del Museo Storico di Budapest
Szörényi László storico della letteratura, già Ambasciatore d’Ungheria a Roma
Moderatore: Soóky Andrea (Casa Editrice Balassi)

Il palazzo Falconieri, opera di uno dei maggiori maestri dell’arte barocca universale, Francesco Borromini,
è situato all’inizio di via Giulia, una delle strade più prestigiose di Roma. Dal 1927 l’edificio è proprietà dello Stato ungherese, sede dell’Accademia d’Ungheria in Roma e del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese, bastione simbolico della cultura ungherese e del cattolicismo nella Città Eterna.

Con traduzione simultanea

In occasione della presentazione il libro può essere acquistato a prezzo scontato.

Prenotazione obbligatoria: iicbudapest@esteri.it

SI INFORMA IL PUBBLICO CHE A CAUSA DEL NUMERO ALTO DI PRENOTAZIONI L’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA NON PUO’ GARANTIRE IL POSTO A SEDERE

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Pubblicato in 2016

Lettera del Papa per i 75 anni del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese

“Il Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese sostenga anche nel futuro, nel miglior modo possibile, tanto il progresso intellettuale e spirituale di tutti i sacerdoti ungheresi e degli allievi che vi risiedono quanto la loro quanto più stretta comunione con la Chiesa Cattolica e il Romano Pontefice”: è quanto auspica il Papa in una lettera per i 75 anni dell’Istituto indirizzata al cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e primate d’Ungheria.

Il Papa ricorda che “a causa delle varie difficoltà provocate in Ungheria dal regime comunista, non soltanto i pastori e i fedeli della Chiesa Cattolica che vivevano in quella nobile nazione subirono ingiurie e si trovarono esposti al pericolo, ma anche questo istituto. Per tale ragione esso all’epoca chiese e ricevette aiuto dalla Santa Sede”. Il Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese è stato fondato da Pio XII, il 16 luglio 1940.

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Pubblicato in 2016

DISCORSO DI PAOLO VI AI SACERDOTI DEL PONTIFICIO ISTITUTO ECCLESIASTICO UNGHERESE

Vi abbiamo riservato un incontro particolare, cari Sacerdoti dell’Istituto Ecclesiastico Ungherese, che siete venuti a farci visita col nuovo Rettore e con le buone Religiose addette alla casa.

Se l’incontro è breve, intenso ed affettuoso è il sentimento con cui vi accogliamo, perché siete figli e, quindi, anche rappresentanti di una terra nobilissima per l’originalità delle sue espressioni civili e per la saldezza delle sue tradizioni cristiane. Voi siete a Roma per completare la vostra formazione, prima di tornare in patria: vi diciamo il nostro compiacimento per il vostro impegno, nella certezza che l’esperienza romana ha già avuto nella vostra vita – come avrà poi nell’esercizio del ministero sacerdotale – un influsso diretto e altamente positivo. Oltre alla preparazione teologica, Roma vi ha dato certo qualcosa, che ciascuno di voi avverte chiaramente: sarà un più maturo senso universalistico; sarà la riflessione sul singolare ruolo della Santa Sede; sarà il proposito di mantenervi sempre fedeli alla Chiesa. Un tale patrimonio di convinzioni e di idee non sari solo un ricordo, ma anche stimolo all’azione e fonte di rinnovata fiducia.

Pensando appunto al vostro futuro ministero, vi impartiamo di cuore la Benedizione Apostolica, estendendola a quanti hanno avuto cura di voi ed ai vostri congiunti.

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Pubblicato in 1973